nessuna realtà è una realtà fine a se stessa
gli oggetti non nascono oggetti ma diventano oggetti
quindi la creazione è sempre un produzione
se la città si costruisce come città
anche un libro deve costruirsi come libro
ma il libro è una città che nasce dalla crisi degli oggetti
e il libro è un oggetto che nasce dalla crisi delle città
perchè il libro non nasce libro ma diventa libro
la pagina 1 si apre sulla pagina 2 e la pagina 2 sulla 3
la pagina non nasce pagina ma diventa pagina
Lia Drei, Iperipotenusa, Ed. Geiger, Torino, 1969il libro è un tunnel che il lettore inbocca per poterne uscire
il libro è la città nella quale il lettore comincia ad abitare
nessun lettore è una realtà fine a se stessa
anche un lettore deve costruirsi come lettore
il libro ha capito che il lettore ha ancora bisogno di lui
il lettore ha capito che il libro ha ancora bisogno di lui
il lettore sta imparando a costruirsi come città
la pagina 3 si apre sulla pagina 4 e la pagina 4 sulla pagina 5
nessuna pagina è una realtà fine a se stessa
la pagina ha capito che il libro ha ancora bisogno della pagina
il libro ha capito che la pagina ha ancora bisogno del libro
la città è un tunnel che il lettore imbocca per poterne uscire
se il tunnel si sviluppa come tunnel
anche il libro deve svilupparsi come libro
la pagina 5 si apre sulla pagina 6 e la pagina 6 sulla 7
il lettore non si specchia nel libro
il lettore si inventa nel libro
perchè il libro si inventa come città
il libro diventa metafora assoluta o invenzione totale
quindi la creazione è in primo luogo rapporto
la pagina 7 si apre sulla pagina 8 e la pagina 8 sulla pagina 9
la pagina si apre sulla pagina
il libro si apre sul libro
il lettore si apre sul lettore
la città si apre sulla città



ADRIANO SPATOLA
(Iperipotenusa, Ed. Geiger, Torino, 1969)