I miei quadri non hanno un passato, sono vuoti di significato nel presente, ma aspettano i discorsi del futuro, il più remoto possibile.
Ed è per questo che non hanno i piedi ben piantati interra, nonostante ci siano delle radici invisibili che prendono la vita dalla terra,come tanti fili d’erba.
Mentre lavoro cerco la verità in quello che faccio. Il tempo non è ieri perché sarebbe falso, non è oggi perché l’emozione mi toglie il respiro e io muoio ogni momento e rinasco dopo ogni nuova pennellata.
Subito dopo il tempo diventa vecchio,inutile,senza senso. Non so mai che verrà fuori con la prossima pennellata o spatolata che sia.
Il mio pensiero va a velocità supersonica e si ferma soltanto per scegliere un altro colore. Quello appena dipinto non è mai quello giusto. Così io vivo la vita del nuovo quadro con il senso del mistero che ha la notte senza luna.(…)
                                         LIA DREI (Appunti, 1962)