Il mio bosco
era giovane e felice
con la speranza nelle vene
 di  vivere albe e tramonti
sempre nuovi,
con i capricci del vento,
i baci della pioggia,
le carezze dei  fiocchi  di neve,
la crudezza del gelo,
lo splendore del sole,
il mistero della notte,
la musica dei grilli,
il canto degli usignoli,
il sorriso dei fiori,
il profumo dell’aria,
la compagnia delle formiche,
delle lepri e dei rospi,
delle lucertole e delle lumache,
il sussurrio dei fili d’erba,
la forza delle radici,
il latte della terra
che ti diceva “T’amo”
         tutto
te l’ha rubato il fuoco
che non saprà mai niente di te,
perché è sempre felice
forte e potente,
avido solo di morte.
                             
LIA DREI
(dopo l’incendio del 20 agosto 2001)