Il piatto è d’argento ed è tondo,
liscio, lucente, freddo,
lontano come un disco volante.
Che cosa vuole,
e perché è vuoto?
È chiuso nel mobile bar,
mi piace perché luccica,
forse vuole solo uno sguardo.
Anche i miei occhi brillano,
li vedo a volte che guardano lontano.
Lontano, lontano, sotto l’ombra dei pini
a Villa Strohlfern,
ci sono mani piccole, piccole,
che cercano i pignoli d’Estate,
a Febbraio le viole.
Quegli occhi conoscono tutti i sassi,
tutti i crepacci pieni di muschio vicino alle grotte,
e il colore del prato davanti a casa
a maggio quando il fieno è tagliato,
la scuola è finita
e le rondini volano basse
al tramonto
quando il sole si è nascosto dietro Monte Mario.
Ora vado in giro per la Villa
a raccogliere le ghiande grosse delle querce,
e le metterò sul piatto d’argento.
Ma che profumo di boschi,
e il tempo è tornato
primavera.